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Ciondolo in argento, annodato, ritorto e martellato con applicazioni di fiori in filigrana d'oro 18K

Ciondolo in argento annodato, ritorto e martellato, arricchito con applicazioni di fiori in filigrana d'oro

C’era una volta,
e forse ancora c’è, un luogo incantato, dove i vuoti non sono buchi da riempire, i legami catene da spezzare, le storie menzogne per ingannare.

Dove fosse e sia questo posto io non so; si racconta di viaggi irti di pericoli e ostacoli, di montagne da superare, nebbie fitte da penetrare, amici da perdere e lacrime da versare.

Eppure, eppure io ricordo che ho udito i cantori parlare di una chiave, una chiave magica che in quel luogo può facilmente trasportare.

Pezzo unico, interamente lavorato a mano.
Pezzo unico, interamente lavorato a mano.

Le fiabe e le leggende parlano di donne e uomini, vecchi e bambini, piante ed animali, sogni e realtà che, abbandonate le spade, le lance e i veleni, si presero per mano, chiusero gli occhi e arrivarono lontano, viaggiando insieme, verso un luogo dove non si arriva soli, dove non portano strade d’asfalto nè ali di metallo.

Solo la scia di un vento che nasce da amore, fratellanza e solidarietà è la chiave che mi hanno raccontato; solo i sogni, la fantasia e la sincerità possono portare in quel luogo incantato dove i vuoti sono spazi aperti per creare, i legami nastri leggeri per adornare, le storie favole liete per divertire.

L’ amò perchè lucevano gli occhi e profumavano i capelli; indossava gemme del color di primavera: indossava gioia di vivere e l’allegria e il riflesso del sole tutto intorno.

He loved her because she had shining eyes and smelled hair; she was dressed by spring coloured gems: she was dressed by joy and happiness and the sun shine all over.

Collana in argento, tormalina rosa, ametista verde, quarzo lemonparticolare, ametista viola, ametista verde, tormalina rosaParticolare: chiusura in argento, ametista verde, quarzo lemonparticolare: chiusura in argento forgiata a mano

Collana in argento con chiusura ornamentale realizzata a mano tramite intaglio. Pietre taglio briolet: ametista verde e viola, tormalina rosa, goccia di quarzo lemon, piccole schegge di peridoto e tormalina.

Silver necklace with artistic hook entirly handmade realized by cut out. Briolet stones: green and violet amethyst, pink tourmaline, lemon quartz, peridot.

p1000398Dai Monti Urali, la più antica catena montuosa della Russia, proviene gran parte della malachite, splendida pietra verde dalle venature molto accentuate. Da sempre utilizzata per la creazione di elementi d’arredo e gioielli, è di difficile e complessa lavorazione tanto che la padronanza e la capacità di mettere in risalto tutta la bellezza del disegno naturale, sono considerate una sorta di magia; fra le favole dei minatori russi, raccontate all’inizio del secolo scorso, è “Il Fiore di Pietra” che spiega quanto valga la maestria di un artista intagliatore.
Narra la fiaba che vivessero in un villaggio ai piedi della Montagna di Rame, un artigiano abilissimo di nome Prokopjich e Danilo, un orfano ambizioso e molto amante della natura. Accadde un giorno che, dopo un lungo apprendistato col buon maestro, il giovane divenisse tanto abile nell’arte di lavorare la malachite, da meritare la fiducia del capovillaggio che, consegnando al ragazzo una tavola disegnata, gli chiese di realizzare un vaso per la sua casa. Danilo iniziò a studiare il disegno e a recarsi fra le montagne alla ricerca di una roccia da cui poter ricavare il vaso; fece diversi tentativi e diverse prove ma mai nessuna lo soddisfaceva sino in fondo; dalla verde malachite voleva ricavare il più bel vaso che si fosse mai visto e, fino al termine dell’opera decise che avrebbe rimandato le sue nozze con la bella Katya.
Quello che Danilo voleva padroneggiare era la maestria che solo la Signora della Montagna poteva donare, il  cui prezzo, come le antiche storie ammonivano, sarebbe stato altissimo. Recatosi nuovamente fra le montagne egli infine la incontrò, splendida e fredda come la roccia di cui era padrona: la Signora della Montagna di Rame che, come il giovane aveva segretamente bramato, gli offrì il suo dono. “Ti porterò alla collina del Serpente, là dove cresce il Fiore di Pietra della Montagna di Malachite; chi gode della vista del più bel fiore al mondo imparerà a scoprirne l’anima nella verde pietra ma perderà la capacità di gioire delle cose del mondo”. Ammaliato dallo Spirito della Montagna e avido di conoscenza, Danilo seguì la via che gli veniva indicata e vide il Fiore ed Imparò l’arte della Malachite; la sua destrezza ed abilità non avevano pari ma egli perse la cognizione del tempo e trascurò l’amore per la dolce Katya e l’amicizia per gli abitanti del villaggio; solo, fra le montagne, trascorse tre anni lavorando la roccia, ignaro di quanto soffrisse chi aveva lasciato.
Katya invece, mai rassegnatasi alla scomparsa dello sposo, ne imparò l’arte e la passione divenendo un’abile intagliatrice grazie alla guida di Prokopjich e, come tutti gli altri artigiani, iniziò a recarsi fra le montagne alla ricerca del materiale per i suoi gioielli, esplorando ogni giorno una nuova radura con la speranza di trovare l’amato. Durante una delle sue ricerche giunse infine alla Collina del Serpente e capì subito di trovarsi in un luogo incanatato. “Perché sei entrata nel mio giardino? Se hai bisogno delle pietre prenditi quelle che ti servono e vattene!”. Era la Signora della Montagna che parlava ma le rispose la fanciulla: “Non ho bisogno delle vostre pietre, cerco solo il mio amore perduto”. “Hai idea di chi sono io?” Katya gridò: “So chi siete ma non ho paura! So che Danilo vuole ritornare da me”. “Bene”, ribattè la Signora, “chiediamoglielo allora”.
Fu allora che Katya vide Danilo e potè guardarlo in volto dopo tanto tempo. La Signora di Malachite gli disse: “Devi scegliere, artigiano Danilo. Se sceglierai di andare con lei, dimenticherai tutto quello che hai visto e appreso nella montagna, se sceglierai di restare, dovrai dimenticare tutto il resto del mondo.” Danilo sospirò: “Mi dispiace, non posso vivere più a lungo senza le persone che amo. Penso a Katya ogni minuto della mia vita, sebbene il fascino del Vostro cuore di Pietra e la luce verde della Malachite mi leghino col loro oblio a questo Giardino”. La Signora sorrise: “Ritorna pure a casa; la tua onestà e il tuo amore puro ti varranno il mio regalo: non dimenticherai quello che hai imparato qui e potrai continuare a vedere l’anima più segreta della mia Malachite per mostrarla agli uomini con la tua arte”.

Tratto da “il Cofanetto di Malachite”, Pavel Bazhòv (1879-1950)

Fotografia: collana in lega di rame e argento e perle di malachite.

Collana di tormalinaRiscoperta in Europa all’inizio del 1700, portatavi dallo Sri Lanka da un mercante olandese, conserva quasi intatto il suo nome singalese: toramalli, pietra dai molti colori.
Si tratta, in effetti, non di un singolo minerale ma di una famiglia di minerali, la cui composizione chimica è variabile e che presenta quindi una vasta gamma cromatica: la tormalina può essere rossa, gialla, verde, bruna sino al nero e, meravigliosa, anche policroma, ove su un singolo cristallo si possono osservare differenti sfumature di colore.
La tormalina era già conosciuta ed apprezzata in epoca romana,col nome di lapis lyncurius o pietra della lince e viene citata anche da Ovidio nel Libro XV delle Metamorfosi:

L’India, vinta da Bacco, il dio dei pampini, gli donò delle linci:
tutto ciò che spurga dalle loro vesciche, si racconta,
si muta in pietre e si congela al contatto dell’aria.

ParticolareBen più poetica l’origine attribuitale dalla leggenda egiziana, che narra come la pietra viaggiò dal centro della terra sino al sole correndo lungo l’arcobaleno e fu così che di quest’ultimo acquisì i colori.
Oltre che in gioielleria è molto utilizzata anche in campo tecnico poichè, se riscaldata, presenta caratteristiche magnetiche, polarizzandosi sino a poter attrarre piccole particelle di polvere o cenere. I giacimenti sono presenti in varie parti del mondo: Madagascar, California, Italia, India, Brasile, Africa.

Informazioni tratte da:
(a cura di) Piero Giordano, Minerali e Gemme, DeAgostini Editore spa, Novara, 2004
(a cura di) FINESPO, Le pietre delle meraviglie, FINESPO srl, Milano, 1993
Delle pietre antiche, Faustino Corsi Romano, Roma, tipografia Salvucci, 1833
Traduzione dal latino http://www.latin.it/autore/ovidio/metamorphoses/!15!liber_xv/index.lat

Nelle fotografie: collana bracciale di tormalina taglio briolet, collezione privata.

AmetrinoL’ametrino è una particolare varietà di quarzo dalla caratteristica colorazione che vira dal viola al giallo, riunendo in una sola pietra i colori dell’ ametista e del citrino.
Estratto nella sola miniera boliviana di Anahì, è ammantantato dalla leggenda e dalla magia. Si narra infatti che la principessa Anahì, perdutamente innamoratasi di un conquistador venuto dalla Spagna, venisse condannata a morte dal suo popolo, gli Ayoreos, mentre l’amato veniva scacciata per sempre dalla terra di Pantanal. Anahì, in pegno e ricordo del proprio amore, donò all’amato una delle pietre estratte dalla miniera appartenente al villaggio e la pietra porta da allora in sè le anime dei due avversati amanti.
Ametrino dettaglioQuesto narra la leggenda, che vuole la pietra simbolo di amore eterno.
La storia poco si discosta dal racconto poichè tramanda che, nel 17° secolo, la miniera di ametrino venne donata ad un conquistador quale dote per le nozze con la principessa Anahì. Fu attraverso questa via che la gemma venne introdotta in Europa.

Nella fotografia Ornamenti Sperimentali: collana in argento, ametista e ametrino.