Collana di tormalinaRiscoperta in Europa all’inizio del 1700, portatavi dallo Sri Lanka da un mercante olandese, conserva quasi intatto il suo nome singalese: toramalli, pietra dai molti colori.
Si tratta, in effetti, non di un singolo minerale ma di una famiglia di minerali, la cui composizione chimica è variabile e che presenta quindi una vasta gamma cromatica: la tormalina può essere rossa, gialla, verde, bruna sino al nero e, meravigliosa, anche policroma, ove su un singolo cristallo si possono osservare differenti sfumature di colore.
La tormalina era già conosciuta ed apprezzata in epoca romana,col nome di lapis lyncurius o pietra della lince e viene citata anche da Ovidio nel Libro XV delle Metamorfosi:

L’India, vinta da Bacco, il dio dei pampini, gli donò delle linci:
tutto ciò che spurga dalle loro vesciche, si racconta,
si muta in pietre e si congela al contatto dell’aria.

ParticolareBen più poetica l’origine attribuitale dalla leggenda egiziana, che narra come la pietra viaggiò dal centro della terra sino al sole correndo lungo l’arcobaleno e fu così che di quest’ultimo acquisì i colori.
Oltre che in gioielleria è molto utilizzata anche in campo tecnico poichè, se riscaldata, presenta caratteristiche magnetiche, polarizzandosi sino a poter attrarre piccole particelle di polvere o cenere. I giacimenti sono presenti in varie parti del mondo: Madagascar, California, Italia, India, Brasile, Africa.

Informazioni tratte da:
(a cura di) Piero Giordano, Minerali e Gemme, DeAgostini Editore spa, Novara, 2004
(a cura di) FINESPO, Le pietre delle meraviglie, FINESPO srl, Milano, 1993
Delle pietre antiche, Faustino Corsi Romano, Roma, tipografia Salvucci, 1833
Traduzione dal latino http://www.latin.it/autore/ovidio/metamorphoses/!15!liber_xv/index.lat

Nelle fotografie: collana bracciale di tormalina taglio briolet, collezione privata.